Aggiornato al 2/1/2012
Dal primo gennaio 2012 tutti contribuenti conteggeranno i versamenti previdenziali con il sistema contributivo pro rata. Viene eliminato il sistema delle quote, legate alla somma di età anagrafica e contributiva, per le pensioni di anzianità. Viene anche elevata a 66 anni la soglia di vecchiaia per gli uomini e 62 anni per le donne (arriverà a 66 anni entro il 2018). Vengono aboliti gli altri enti previdenziali quali Enpals e Inpdap, che confluiscono entrambi nell’Inps.
Breve sintesi dei cambiamenti previsti:
Sistema contributivo:
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Il sistema di calcolo contributivo della pensione viene estesa a tutti dal primo gennaio 2012 con il metodo pro rata.
Pensioni Anzianità:
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Abolite le pensioni di anzianità, dal prossimo anno si potrà accedere solo alla pensione di vecchiaia o a quella anticipata con 42 anni di contributi.
Requisiti per accedere alla pensione anticipata:
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Dal prossimo anno l’unica possibilità di uscita anticipata riguarda chi ha raggiunto 42 anni di contributi. Se l’uscita avviene prima dei 62 anni si applica una penalizzazione dell’1% per i primi 2 anni e del 2 per i successivi.
Meccanismo delle cosidette “finestre mobili”:
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Scompaiono anche le finestre mobili. Il momento in cui si maturano i requisiti è anche il momento del pensionamento.
Donne del settore privato:
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Dal 2012 le donne dipendenti del settore privato potranno accedere alla pensione con 62 anni. Nel 2018 si arriverà alla soglia di 66 anni.
Pensioni di vecchiaia:
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Dal 2012 la pensione di vecchiaia si raggiunge a 66 anni per i lavoratori dipendenti, e a 66 anni e 6 mesi per gli autonomi. Si applicano anche gli incrementi legati alla speranza di vita: nel 2022 l’età dovrà essere almeno a 67 anni.
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La nuova norma penalizza maggiormente le donne, mentre per gli uomini vi è paradossalmente una minore attesa di 3 mesi.
Il diritto alla pensione di vecchiaia matura in presenza di una anzianità contributiva minima di 20 anni e per un importo dell’assegno pari ad 1,5 volte l’assegno sociale. Per chi ha un’età anagrafica di 70 anni, l’anzianità contributiva minima richiesta è di 5 anni.
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I lavoratori che hanno maturato il diritto ma vogliano rinviare l’uscita fino a 70 anni saranno liberi di farlo. I contributi versati in eccesso accresceranno il montante contributivo su cui calcolare l’assegno.
Autonomi e casse di previdenza:
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Crescono le aliquote dei lavoratori autonomi, fino al 22 per cento. Arriva anche il contributo di solidarietà per i Fondi Speciali (piloti, dirigenti d’azienda, elettrici, ecc.).
Benefici pensionistici per lavorari usuranti:
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Il meccanismo delle quote resta in vigore per i lavoratori occupati in attività usuranti.
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La quota tuttavia sale da 94 a 96 (con età anagrafica minima di 60 anni) nel 2012
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A 97 (con età anagrafica minima di 61 anni) nel 2013 (di fatto il beneficio viene dimezzato).
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Nel 2012, con la disciplina vigente sarebbero occorsi 57 anni di età minima ed almeno 34 anni di contributi (quota 94).
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Inoltre, la norma interviene anche sulla platea di coloro che sono considerati impiegati in attività usuranti: alcuni benefici sono estesi a chi svolge lavoro notturno per almeno 64 giorni annui e per almeno 71 giorni annui e fino a 77.
Contributo c.d. “pensioni d’oro”:
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Per i trattamenti superiori a 200.000 euro è previsto un contributo del 15% per la parte eccedente questa cifra.
Assegno sociale:
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Anche per chi non ha redditi e quindi aspira alla pensione sociale il requisito cresce di un anno passando a 66 anni.
CORRETTIVO NATI NELL’ANNO 1952:
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A seguito delle misure introdotte i nati nel 1952 sono risutati tra i più penalizzati dalla riforma. E’ stato introdotto un correttivo per attenuare tali effetti.
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Gli uomini che entro il 31 dicembre 2012 avranno 60 anni di età e 35 di contributi (e che con il vecchio regime avrebbero già maturato il diritto alla pensione) potranno andare in pensione a 64 anni invece che a 66.
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Anche per le donne che alla stessa data abbiano compiuto 60 anni e 20 anni di contributi vale la stessa regola
DIVIETO DI CORRISPONSIONE EMOLUMENTI E PENSIONI IN CONTANTI:
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Tra le misure introdotte dalla manvora il divieto di corrispondere pensioni ed altri emolumenti emessi dalla pubblica amministrazione a prestatori d’opera di importo superiore a mille euro in denaro contante.
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N.B: E’ allo studio da parte del governo e dell’ABI una soluzione per evitare che i costi dei conti correnti gravino sui pensionati investiti dalla norma in questione.
COMUNICAZIONE INPS DELL’1/2/2012:
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L’Inps rende noto che sono in arrivo 450 mila comunicazioni a soggetti pensionati che percepiscono pensioni mensili di importo superiore a mille euro, ancora in contanti. per invitarli a comunicare entro il mese di febbraio 2012 modalita’ alternative di riscossione.
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L’adeguamento dovrà essere operato entro il 6 marzo 2012.
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I pensionati potranno comunicare entro il mese di febbraio 2012 le nuove modalità, Tra quelle contemplate: accredito in conto corrente, su libretto postale, su carta ricaricabile.
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La richiesta di variazione potrà essere inoltrata attraverso il sito INPS (accesso con PIN) o inoltrando la richiesta alla sede di appatenenza, o, ancora, direttamente presso gli uffici bancari che si fanno carico della riscossione.
PLATEA DI LAVORATORI ESCLUSI DALLA RIFORMA MONTI:
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La MANOVRA MONTI non riguarda quei lavoratori che matureranno i requisiti entro il 31 dicembre 2011. Tale misura riguarderà anche una platea di circa 50 mila lavoratori che maturano i requisiti dopo questa data, ma che si trovino in mobilità, o mobilità lunga a seguito di accordi sindacali.
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Il monitoraggio della platea di 50 mila lavoratori spetta agli enti gestori di forme di previdenza obbligatoria.
GIOVANI LAVORATORI
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L’Agenzia delle Entrate ha dettato chiarimenti in data 27/12/2011 riguardo la possibilità, accordata ai soggetti assunti a far data dal PRIMO gennaio 2007 di elevare la quota di partecipazione ai fondi di previdenza complementare e beneficiare della relativa deducibilità fiscale.
Il contenuto della circolare:
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Tali soggetti, già dal sesto anno di contribuzione e fino al venticinquesimo, potranno elevare i limite di deducibilità della contribuzione versata al fondo fino ad EURO 7.746,86 euro (contro i normali 5.164,57).
LE ALTRE MISURE DELLA MANOVRA MONTI:
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